Sorbus

Sorbus L. è un genere di piante della famiglia delle Rosacee.
Comprende alberi e arbusti che producono frutti simili, ma molto diversi per grandezza e anche per colore.
Dante Alighieri lo cita come frutto aspro, in contrapposizione al fico, che ha frutti dolci.
A seconda della specie può essere un arbusto, un alberello o anche un albero alto fino a 12 metri. Ha la corteccia grigia con chiazze bianche; rami giovani pubescenti, poi glabri, bruno-rossicci.
Le foglie sono alterne, picciolate, semplici o composte secondo la specie, spesso coriacee di forma da ellittica ad ovata con apice acuto e margini irregolarmente seghettati. In alcune specie hanno la pagina superiore color verde-scuro e quella inferiore color bianco-argenteo.
Ha infiorescenze a corimbi eretti di 5–8 cm con fiori bianchi. Fiorisce a maggio-giugno.
I frutti sono pomi ovoidali o rotondi, di dimensioni variabili da 1 a 3 cm a seconda della specie, rosso-aranciati quando maturi (di color nocciola invece nel ciavardello).
È ampiamente diffuso nei boschi e nei luoghi rocciosi. Nella regione mediterranea è diffuso anche sui monti.
I frutti del sorbo domestico sono entrati in passato a far parte dell’alimentazione umana, ma oggi non vengono più consumati comunemente.
I frutti del Sorbus domestica non sono commestibili (eduli) quando appena raccolti: lo diventano solamente dopo aver subito l'”ammezzimento”, ovvero essere stati infilati nella paglia e aver subito un processo di fermentazione che li rende adatti al consumo. A oggi si possono catalogare tra i frutti rari e dimenticati.
I frutti di alcune specie sono stati usati in erboristeria sin dall’antichità, soprattutto per il loro alto contenuto di vitamina C.
Il legno di alcune specie trova vari utilizzi. A scopo forestale, le specie usate sono il sorbo degli uccellatori, il ciavardello e il sorbo montano.