Colchicum

Il termine legato al genere deriva da Kolchis, vale a dire la Colchide, una regione sulla costa orientale del Mar Nero; tra l’altro la regione è patria di Medea, un mito esperto nella preparazione di potenti veleni. Quello invece connesso alla specie si riferisce al periodo di fioritura: l’autunno.
Al genere appartengono piante erbacee perenni, dai cui bulbi fioriscono, in tarda estate, da 1 a 3 fiori rosei della lunghezza di circa 20-30 cm cadauno. Le foglie compaiono nella primavera successiva, seguite dal frutto che si manifesta tra maggio e giugno.
Le foglie sono largamente lanceolate, in numero di tre o più.
Fiori: perigonio (= l’involucro fiorale in cui non si distingue il calice dalla corolla e i cui elementi vengono chiamati tepali) con tubo incolore e lacinie rosee (lacinie = lobi stretti, allungati, generalmente diseguali nei quali un organo è diviso).
Periodo di fioritura, Propagazione: fioritura da agosto a settembre, fruttificano da maggio a giugno.
Frutti: sono capsule ovoidi, acute all’apice. Le capsule sono un tipo di frutto secco deiscente, vale a dire che a maturità liberano i semi aprendosi spontaneamente, con differenti modalità.
Ambiente: il genere è presente nei prati falciati, ambienti umidi e schiarite boschive. Il suo areale di origine è il centro Europa; si trova ad un’altitudine compresa tra 0 e i 2100 m. s.l.m.
Diffusione in Italia: presente nel Nord e Centro Italia, generalmente non più a sud della Toscana.
Il Colchico è particolarmente velenoso per il suo contenuto in colchicina, abbondante soprattutto nei semi. La colchicina sembra avere effetti antigottosi, contro i dolori della gotta acuta. In ogni caso a seguito della sua alta tossicità (anche mortale) e per la difficoltà di dosaggio viene esclusa dall’uso familiare.