Amaryllidaceae

Le Amarillidacee (Amaryllidaceae J.St.-Hil., 1805) sono una famiglia di piante monocotiledoni collocate tradizionalmente nell’ordine Liliales, ma attribuite dalla classificazione APG all’ordine delle Asparagales.

Hanno distribuzione per lo più tropicale e subtropicale, la loro presenza nelle aree temperate è meno significativa. La famiglia è composta essenzialmente da piante bulbose che nella stagione sfavorevole trascorrono un periodo di riposo completo perdendo tutta la loro porzione epigea, fusto e foglie, così da sparire completamente alla vista. Sono piante vigorose che amano il pieno sole e che possono raggiungere anche grandi dimensioni: crescono bene in poca terra e hanno grandi e forti radici. In Italia sono comuni generi come il narciso e il bucaneve.

La famiglia comprende piante erbacee. Il fiore è formato da due verticilli di tre pezzi ciascuno spesso con aspetto petaloide (6 tepali) ed indicati come perigonio. Il gineceo è formato da un ovario infero formato dalla fusione di tre carpelli (tricarpellare) e con 3 logge (triloculare). L’androceo è costituito da 6 stami, carattere fondamentale per distinguerle dalle affini Iridaceae. Nella famiglia è frequente la presenza di una paracorolla cioè un prolungamento di tipo petaloide saldato (es. genere Narcissus, Pancratium e Hymenocallis) o libero. La paracorolla è generalmente colorata concolore o meno rispetto alla corolla. L’impollinazione è zoofila.

Il frutto è una capsula loculicida plurisperma o più raramente una bacca (es. Clivia).

Sono piante strettamente imparentate alle Liliaceae; il sistema Cronquist le attribuiva all’ordine Liliales. Tanto le Liliaceae quanto le Amaryllidaceae tendono ad immagazzinare sostanze nutritive in bulbi o altri organi sotterranei. La differenza tra le due famiglie sta essenzialmente nella posizione dell’ovario: nelle Amaryllidaceae è infero, nelle Liliaceae è supero (si trova quindi in posizione chiaramente superiore rispetto al ricettacolo).

In passato, la famiglia comprendeva anche alcune specie che appartengono alle piante succulente, come per esempio l’Agave, ma che poi sono risistematizzate (attualmente, l’Agave viene considerata come membro delle Agavaceae).

La Classificazione APG II (2003) prevedeva la possibilità di raggruppare tutte le Amaryllidaceae all’interno della famiglia delle Alliaceae. Alcune prestigiose organizzazioni come la Kew society accolsero questa rimarchevole proposta, ma si trattava comunque di un’opzione facoltativa. La Classificazione APG III ha invece proposto di conservare il nome Amaryllidaceae al posto di Alliaceae per designare la famiglia allargata nel 2003.