Cantharellaceae

La Famiglia delle Cantharellaceae J. Schrot. (Basidiomycetes) è caratterizzata da sporofori pileati, più o meno imbutiformi (habitus clitocyboide) da pieni e carnosi a cavi e papiracei, con carne filamentosa, con imenoforo subliscio o con pliche (pseudo o false lamelle), privi di velo e stipite spesso eccentrico. Le basidiospore sono lisce, non amiloidi, crema-gialline in massa, cistidi assenti. Habitat terricolo, ectomicorrizici di diverse essenze arboree.
Tutte le specie, varietà e forme delle Cantharellaceae sono commestibili, in quanto non sono note e/o documentate specie tossiche. Dal punto di vista gastronomico e organolettico le specie migliori sono: Cantharellus cibarius, Craterellus lutescens e Craterellus cornucopioides. Il C. cibarius (finferlo, gallinaccio) non si può essiccare (diventa amaro e coriaceo) e va consumato con moderazione, a causa della sua consistenza filamentosa-stopposa. I Craterellus lutescens (finferla) e cornucopioides (trombetta dei morti) si possono anche essiccare e/o ridurre in polvere aromatica.
L’habitat aiuta molto per l’identificazione corretta delle specie. Gli ambienti di crescita dei cantarelli sono di tre tipi: 1) Mediterraneo (leccio o macchia mediterranea, pini marittimi) tipico, per esempio, di Cantharellus alborufescens; 2) Termofilo-submediterraneo (quercia, carpino, faggio appenninico) tipico, per esempio, di Cantharellus pallens, Cantharellus ferruginascens e di gran parte dei Craterellus; 3) Alpino-subalpino (peccio, abete bianco, pino silvestre, castagno, faggio) tipico, per esempio, di Cantharellus cibarius, Cantharellus friesii, Craterellus lutescens e Craterellus cornucopioides.