Legousia

Legousia Durande, 1782 è un genere di piante spermatofite dicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Campanulaceae (sottofamiglia Campanuloideae), dall’aspetto di erbacee annuali dal tipico fiore a forma di campana.
Il nome di questo genere (Legousia) è stato dato in onore all’aristocratico di Digione Bénigne Le Gouz detto “Le Gouz de Gerland” (1695-1774) notabile, filantropo, accademico e fondatore del Giardino Botanico Blunderbuss, mentre il nome scientifico è stato definito dal botanico e medico francese Jean François Durande (1732-1794) nella pubblicazione “Flore de Bourgogne – 1: 37. 1782” del 1782.
Queste piante possono arrivare al massimo ad una altezza di 50 cm. Il ciclo biologico è annuo, in particolare la forma biologica è terofita scaposa (T scap), ossia sono piante erbacee che differiscono dalle altre forme biologiche poiché, essendo annuali, superano la stagione avversa sotto forma di seme e sono munite di asse fiorale eretto e spesso privo di foglie.
Le radici in genere sono secondarie da fittone.
La parte aerea del fusto è eretta, ascendente o prostrata.
Le foglie sono principalmente cauline; hanno forme di tipo più o meno lanceolato, oppure oblanceolato-spatolate. Sono sessili o brevemente picciolate.
Le infiorescenze (ramificate oppure no) sono formate da numerosi fiori piccoli o mediamente grandi, brevemente peduncolati (o anche sessili), raccolti in forma di pannocchia fogliosa o spiga più o meno lassa.
I fiori sono tetra-ciclici, ossia sono presenti 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo (in questo caso il perianzio è ben distinto tra calice e corolla) e pentameri (ogni verticillo ha 5 elementi). I fiori sono gamopetali, ermafroditi e attinomorfi.
• Formula fiorale: per questa pianta viene indicata la seguente formula fiorale:
K (5), C (5), A (5), G (2-5), infero, capsula
• Calice: il calice è un tubo allungato con denti lesiniformi lunghi quasi quanto il tubo, patenti e un po’ falcati.
• Corolla: la corolla campanulata (o ampiamente campanulata) è gamopetala a 5 divisioni o lobi triangolari; il colore è roseo-violaceo, blu o bianco.
• Androceo: gli stami sono 5 con antere libere (ossia saldate solamente alla base), più lunghe dei filamenti i quali sono sottili ma membranosi alla base. Il polline è 3-5-porato e spinuloso
• Gineceo: lo stilo è unico con 3 stigmi. L’ovario è infero, 3-loculare con placentazione assile (centrale), formato da 3 carpelli (ovario sincarpico). Raramente l’ovario è uniloculare con placentazione parietale (carpelli saldati ai bordi). Lo stilo possiede dei peli per raccogliere il polline. Le aree stigmatiche sono filiformi.
Il frutto consiste in una capsula prismatica e ristretta verso l’apice; la deiscenza è realizzata da tre valve poste nella parte alta e aprentesi dal basso verso l’alto. I semi sono minuti.
• Impollinazione: l’impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama). In queste piante è presente un particolare meccanismo a “pistone”: le antere formano un tubo nel quale viene rilasciato il polline raccolto successivamente dai peli dallo stilo che nel frattempo si accresce e porta il polline verso l’esterno.
• Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l’impollinazione dei fiori.
• Dispersione: i semi cadendo a terra (dopo essere stati trasportati per alcuni metri dal vento, essendo molto minuti e leggeri – disseminazione anemocora) sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria).
La distribuzione è praticamente mediterranea con habitat tipicamente temperati. Spesso queste piante sono infestanti le colture umane (cereali), ma si trovano anche nelle zone incolte o nei pascoli. In particolare le specie di questo genere si trovano in Europa (soprattutto parte mediterranea), nella Transcaucasia, in Anatolia, Medio Oriente e Africa mediterranea. Alcune si sono naturalizzate nel Nord America.
Tutte le specie spontanee della flora italiana vivono sull’arco alpino.

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